Non c’è nemmeno il buio… è la nebbia e quella sensazione di caldo che ti appiccica i vestiti addosso… è tutto così immobile, una calma apparente che ti dà il sentore di non essere al sicuro, che ci sia un pericolo invisibile in agguato. E il pericolo è proprio quello di dimenticare cosa sia la paura, di perdere la facoltà di allarmarsi, di capire che c’è qualcosa che non va. Ti circondano solo manichini che ormai tu scambi per esseri umani, abituato come sei alla chirurgia plastica, a questi eserciti di bambolone gonfiabili, tutte con gli stessi lineamenti, lo stesso sorriso che non emana calore ed empatia. Si vegeta, si marcia per inerzia, portando avanti la stessa vita, guardando solo dritto davanti a sè, ripetendo gli slogan sentiti per caso alla tivù, schierandosi con chi offre di più, cercando di arraffare il più possibile, guardando in cagnesco chiunque si avvicini alla proprietà individuale. Nel positivismo si pensava che la specie umana con il passare degli anni non potesse che progredire fino ad arrivare quasi alla divinità, con gli anni, i problemi, le scelte sbagliate stiamo regredendo. Dove sono i sogni? Dove sono i progetti, le speranze, le emozioni?
– more more bored me